Un.i.c.a. Taxi Firenze
Unione Italiana Conducenti Autopubbliche - Firenze

La necesita' di un'azione unitaria nazionale per la legalita' nel settore del trasporto pubblico non di linea (taxi e NCC)

Data: 
03/04/2016

 Riflessioni ponderate dall’osservazione critica di una realtà (di Roberto Cassigoli)

Sentendo altre città, quello che riscontriamo a Firenze è lo specchio, più o meno similare, di quanto sta accadendo nell’ insieme delle città metropolitane italiane; dati, modalità e soggetti protagonisti di quelle realtà possono essere anche diversi ma il tratto comune e riassuntivo è quantitativamente omogeneo.

C’è e tende ad aumentare una presenza invadente di soggetti che operano nella mobilità pubblica non di linea delle città.

In alcune città si appoggiano a app che operano al di fuori delle regole quali UBER (e aggiornamenti dello stesso) oppure quali My taxy; in tutte ad organizzazioni consortili o meno, qualcuna anche di fatto, di operatori NCC; ci sono poi i “cani sciolti” che si aggirano seguendo il mercato turistico e/o di affari.

Il dato si sta ingrossando in maniera esponenziale causa l’incentivo dato da tanti comuni italiani attraverso la concessione “garibaldina” di autorizzazioni NCC e il parallelo mancato controllo delle forze dell’ordine ( vigili, polizia, carabinieri, polaria, ecc.) .

In ultimo a copertura di questo stato di cose giunge ancora una volta una circolare di un dirigente del MIT (non nuovo a queste iniziative ) che, “fingendo di tirare una botta al cerchio e una alla botte” , rinfocola il messaggio alle forze dell’ordine e alla amministrazioni pubbliche del “laissez faire”…. perché rischiare a applicare una legge chiara e la cui chiarezza è stata ribadita da decine di sentenze di tribunali civili, penali, amministrativi di ogni grado ed anche dalla Core di Giustizia europea…. Meglio accreditare “interpretazioni dubbiose “ che servono solo a “giustificare l’inerzia” di chi dovrebbe intervenire.

Di fronte a questo stato di cose le organizzazioni sindacali si dividono e continuano a dividersi sulla diatriba se serve di più un’azione legale di altissimo livello sui principi (la causa pilota) o se serve un azione legale sui territori tesa ad individuare e colpire gli operatori abusivi o “difformi” in una patetica riconcorsa ad accreditarsi/screditarsi tra loro a chi e’ “la migliore o la peggiore”.

Fermo restando che sarebbe l’intreccio tra i due livelli a “garantire” migliori risultati possibili sul piano tecnico-legale ( chi fa il primo passo indietro e chiede di unire le forze? Chi recede dal “personalismo d’immagine” e decide di lavorare come un’unica squadra?) per l’esperienza maturata in queste settimane in Firenze credo che tutto ciò – anche se sarebbe estremamente positivo – non basterebbe.

Poichè il risultato vero può essere dato solo dall’effettivo controllo dell’applicazione della legge (qualunque essa sia !) svolta dalle forze dell’ordine quello che occore è un cambio di passo negli indirizzi che il Governo deve dare alle Amministrazioni Locali e alle forze dell’ordine.

Al momento al di là dell’impegno all’apertura di confronto su un tavolo tecnico per concorrere ad una migliore situazione nel comparto regolato dalla Legge 21/92 ( che puo’ aversi senza un mutamento dei principi della stessa rispetto ai capisaldi centrali del carattere pubblico dei servizi taxi e NCC) quello che è apparso è la sola Circolare Finocchi (MIT) che va , al di là dell’infantile cerchiobottismo lessicale, in tutt’altra direzione.

Per questo credo che il complesso dei sindacati dei tassisti, superando ogni personalismo e primogenitura di organizzazione, dovrebbero convenire sulla realizzazione di una giornata nazionale di mobilitazione unitaria (le modalita’ operative decise dalle medesime) per la legalita’ nel settore e per richiamare il Governo e le Amministrazioni locali ( regionali e comunali ) ad un intervento attivo teso al rispetto della legge vigente e a colpire effettivamente chi non la rispetta.

Senza questo collante unitario di iniziativa nazionale di vera fisica mobilitazione( che dovrebbe collegarsi alla unificazione delle due APP dei tassisti italiani : IT TAXI e APP TAXI) le iniziative sul piano legale rischiano di essere un qualcosa che affonda nelle sabbie mobili del trasformismo inane delle classi dirigenti italiane.