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Unione Italiana Conducenti Autopubbliche - Firenze

Riflessioni sulla vicenda ATAF e sulla posizione del segretario della sezione mobilita' del PD di Firenze

Data: 
23/12/2011

 

A proposito di una polemica "esplosa" nelle ultime ore:

E' evidente che ognuno, provocatoriamente o meno, e a me le provocazioni piacciono, scriva quel che vuole nei gruppi esistenti nella rete in Facebook.
Qesto vale anche per Giovanni Abenante
La compagna Antonietta Ceccarelli Antonietta non applica tutti i sofismi propri dei settori cosidetti "storicamente nobili" della FILT CGIL ma essendo una che al pezzo ci sta "con la testa e con le mani" parla schiettamente, da operatrice logistica, settore che a "nobilta' proletaria" non ha niente da riconsocere agli altri settori che militano nella nostra organizzazione.
E' altrettanto evidente, lo dico da iscritto e militante dell'ex- PCI ed oggi , ancora, del PD, (grazie a Longo e Berlinguer la democrazia esisteva nel PCI di allora ) che quanto deciso in termini collettivi dal fruppo consiliare del PD di Palazzo Vecchio ha piu' risposto ad una logica di Partito (amministrativo) che di Partito (generale).
Si sono anteposti i problemi della sopravvivenza di una maggioranza di Palazzo a quelli dei lavoratori che dovrebbero essere parte fondamentale dei cittadini che rappresentiamo. Il gruppo del PD di Palazzo Vecchio ha di fatto abbandonato la tradizione storica della sinistra riformista italiana, quella insegnataci da Gramsci, da Togliatti, da Longo e da Berlinguer ( " farsi carico dei bisogni del Paese sacerificando i bissogni del Partito"). E' la logica che prevale da quando si preferisce la militanza di pochi , non e' un problema il calo degli iscritti cosi' siamo in meno a decidere e sempre piu' gli stessi che diventano base e vertice nel loro crescente restringimento.
Antonio Giovanni Abenante non e' un consigliere comunale del PD di Palazzo Vecchio , e' piu' semplicemete il segretario della Sezione Trasporti del PD di Firenze, quella sezione che dovrebbe sintetizzare politicamente le idee, le riflessioni ed i bisogni dell'iscritto al PD ferroviere, autoferrotramviere, autotrasportatore, pilota, hostess, tassista, ecc... di tutti quei settori che fanno parte della FILT CGIL o delle altre organizzazioni sindacali di categoria del settore mobilita'.
Non c'e' un tramviere in tutta Firenze che condivide le scelte fatte dalla maggioranza amministrativa di Palazzo Vecchio e dal PD di Palazzo Vecchio.
Un segretario di un organismo pubblico , di una sezione del PD, deve sempre farsi carico di una sintesi, di un equilibrio dei pensieri e dei bisogni nonche' delle proposte della platea che rappresenta.
Anche il piu' sfegatato "migliorista" deve tenere conto del complesso di quello che si anima nel corpo sociale che rappresenta o vuole rappresentare(se lo rappresenta o quella e' la sua etica politica).
Questo non ha minimamente fatto Giovanni Abenante , sua e' la responsabilita' - cosciente o meno - dell'atto che ha compiuto.
Nessuno lo vuole condannare ma permettetemi di dire: se la posizione della sezione del PD Mobilita' di Firenze sulla materia cosi' come in generale sulle questioni che attraversano il mondo della mobilita' e' quella assunta dal suo segretario proprio non c'e' posto per un lavoratore dei trasporti - che pensa, e', sembra di essere di sinistra - in quella sezione.
Poi ognuno sceglie l'albero a cui impiccarsi oppure possiamo cavarcela con una battuta che il compianto compagno Pajetta adopero' nei lontani anni 60 nei confronti di compagne e compagni di bene altro spessore politico : " anche i cavali di razza nella loro criniera hanno dei pidocchi".
Noi continueremo la nostra battaglia contro le decisioni di Palazzo Vecchio.
Siamo per un'azienda unica , regionale e sotto il pieno controllo del "pubblico" a garanzia non tanto dei lavoratori ma del servizio e dei cittadini.
Il PCI in in famoso manifesto scrisse a proposito degli "americani " in Vietnam : "Hanno fatto un deserto e lo hanno chiamato pace".
Non vorrei che oggi dovessimo sottoscrivere, dopo le decisioni assunte dal PD di Palazzo Vecchio in materia di TPL: " Hanno fatto un deserto e lo chiamano TPL".